Banche in luce dopo Eba. MPS torna a salire su speculazioni

Quasi tutti segni meno nel comparto bancario italiano, che sconta la storia infinita della questione greca.
Inizialmente trainato dall'ottimismo per una risoluzione che eviti ad Atene il default, il settore sconta ora l'allungamento dei tempi per il via libera definivo allo sblocco del nuovo bailout.
I bancari sono inoltre in focus dopo il giudizio dell'
European Banking Authority sulle ricapitalizzazioni.
L'Eba, che ieri sera ha illustrato l'analisi, a livello aggregato, dei piani presentati dalle banche e precedentemente sottoposti alle autorità nazionali di vigilanza - quella sulla praticabilità dei singoli piani verrà condotta in un secondo momento - ha fatto sapere che questi piani di aumento delle banche generano un surplus di capitale pari al 26%, "lasciando un margine di tolleranza nel caso certi decisioni delle banche non si materializzassero".
Il mix di operazioni di rafforzamento, ha spiegato l'Eba, è costituito per il 77% da operazioni sul capitale (aumenti di capitale, accantonamento utili e conversioni di strumenti ibridi in capitale azionario) e per il 23% da riduzioni dell'attivo ponderato per il rischio. Quest'ultima è la grandezza su cui poi il target del 9% di Core Tier 1 (capitale di primo livello), che deve essere raggiunto dagli istituti di credito entro giugno 2012.
Tra le banche quotate a Milano,
MPS è al momento una delle poche in verde con un guadagno dell'1,51%. Il titolo, ultimamente sull'ottovolante, torna oggi sugli scudi nonostante la smentita ai rumor che vedevano la Fondazione MPS, primo azionista dell'Istituto senese con il 50,1% dei diritti di voto, in procinto di vendere una quota della banca.
Scopo di questa mossa sarebbe quello di ridurre il proprio debito, pari a circa 900 milioni di euro. Se ciò avvenisse, MPS sarebbe più contendibile.
Secondo MF, tra l'altro, sarebbe in arrivo un accordo con la big del credito al consumo, CartaSi.
Positiva ma sui minimi la
Pop. Milano dopo la notizia della discesa di Credit Mutuel al 6,8% del capitale.